Gli Isoflavoni di Soia: i fitoestrogeni utili per ogni tipo di squilibrio ormonale

composition with soy product

Parlare apertamente della menopausa ed in particolare del periodo che la precede, ovvero della premenopausa, è ancora oggi per molti un tabù!

Spesso i medici stessi sono impreparati ad affrontare con la paziente l’argomento, o forse semplicemente non prestano la dovuta attenzione ai sintomi che gli vengono descritti, poiché la menopausa in fin dei conti non è una malattia, ma un momento di transizione nella vita di una donna, che però produce un bel cambiamento, a livello ormonale e fisico, oltre che  sotto il profilo psicologico ed emotivo!

Poiché mi appresto a vivere questo passaggio, con tutte le problematiche inerenti a livello ormonale, e considerato che ai primi scompensi del ciclo mestruale il mio ginecologo ha saputo propormi solamente l’assunzione del progesterone sintetico (non contemplando nessuna alternativa), ho iniziato a documentarmi su ciò che la natura offre in aiuto al mondo femminile in questi casi.

In questa ricerca la mia attenzione recentemente si è soffermata sugli isoflavoni di soia, spinta dalla curiosità suscitata dalla notizia che le donne giapponesi (tra i maggiori consumatori al mondo di soia), pare soffrano meno delle altre dei fastidiosi e noti sintomi della menopausa.

Gli isoflavoni di soia appartengono alla categoria dei fitoestrogeni, ovvero sono sostanze di origine vegetale, dotate di azione estrogenica e con struttura simile all’estradiolo, un ormone prodotto dalle ovaie.

Gli isoflavoni di soia hanno un funzionamento differente a seconda dello stato ormonale femminile: in caso di carenza di estrogeni, sostituiscono l’estrogeno, colmandone la carenza, mentre in caso di elevata incidenza estrogenica, gli isoflavoni  assumono una funzione antiestrogena, ostacolando l’azione degli estrogeni forti.

In pratica gli isoflavoni di soia, agendo come antiestrogeni, bloccano l’assorbimento degli estrogeni forti, prodotti dal corpo o anche di tipo chimico, potenzialmente dannosi per la salute, prevenendo l’insorgenza di alcune patologie cancerogene, come il cancro alla mammella o all’utero, ma anche il cancro alla prostata nell’uomo.

Gli isoflavoni di soia possiedono inoltre molte altre proprietà benefiche: abbassano i livelli di colesterolo LDL nel sangue, aiutano il buon funzionamento dell’apparato cardiocircolatorio grazie alla loro azione antiossidante, ritardano la caduta di capelli e peli, hanno un’azione immunostimolante.

Il dosaggio raccomandato da farmacisti ed erboristi è di 60/80 mg al giorno, occorre però usare delle precauzioni, se ne sconsiglia infatti l’uso a coloro che sono affetti da ipotiroidismo e possono interagire con alcuni farmaci oltre che inibire l’assorbimento di alcuni metalli da parte dell’organismo (ferro, zinco, ecc.), quindi è sempre necessario, prima di assumere gli isoflavoni di soia, parlarne con il proprio medico di fiducia.

Un’ultimo accorgimento da osservare in caso di assunzione di questo fitoestrogeno è di avere un intestino in equilibrio, in quanto l’assorbimento delle sue proprietà nutrizionali avvengono a livello intestinale, pertanto in caso di disbiosi intestinale, potrebbero non verificarsi i benefici che ci si attende dalla sua assunzione.

 

Precedente L'Artiglio del diavolo: l'antinfiammatorio naturale con uno strano nome! Successivo Il Trifoglio rosso è la pianta che cura i disturbi ormonali a qualunque età!l