Cannabis terapeutica e Cannabis Light: differenti usi e regolamentazione!

Negli ultimi anni si sente sempre più spesso parlare della Cannabis o canapa e dei suoi potenziali effetti terapeutici nei confronti di numerose patologie o disturbi, sia fisici che psichici, per cui ad un certo momento, considerato che conosco ben poco di questa cosiddetta “droga leggera”, ho avvertito l’esigenza di documentarmi (ma ritengo che l’esigenza di avere informazioni chiare e sintetiche in merito all’argomento appartenga a molte persone) e di riassumere in questo articolo le notizie che ho ricavato dalla mia modesta ricerca, soprattutto riguardo gli effetti terapeutici della pianta ed alla sua legale distribuzione nel nostro territorio.

Occorre innunzitutto ricordare che in Occidente è diffusa una particolare specie di Cannabis, la Cannabis Sativa. Cannabis e Marijuana non sono esattamente la stessa, come spesso molti pensano, con il termine Cannabis infatti si indica la specie botanica, mentre la Marijuana è l’infiorescenza essiccata della pianta femminile di canapa, contenente sostanze psicoattive.

Ecco perché  quando si parla di Cannabis terapeutica e di “spinello” non ci si riferisce alla medesima cosa e parlare di legalizzazione della marijuana,  da un punto di vista medico, non ha molto senso, poiché attualmente  sul mercato è presente un numero limitato di farmaci a base di cannabis, utilizzati principalmente per il controllo di nausea, vomito ed appetito nei pazienti sottoposti a chemioterapia.

Accanto a questo utilizzo, documentato da ampia letteratura scientifica, si affiancano alcuni studi sui vantaggi dell’utilizzo della cannabis nel controllo del dolore cronico e  nel controllo degli spasmi muscolari, nelle persone affette da sclerosi multipla o da mieliti.  Al di là di queste evidenze,  nel nostro Paese l’utilizzo della pianta per scopi terapeutici è ancora poco diffuso.

In ultimo voglio ricordare che la Cannabis terapeutica, detta anche FM-2, viene utilizzata  anche per la preparazione di farmaci galenici, da acquistare ed assumere  sempre sotto controllo medico.

Ben diversa da quest’ultima è la Cannabis light, la quale fino ad oggi  può essere commercializzata liberamente e che sta destando l’interesse di quanti vi  intravedono un nuovo business redditizio.  La Cannabis light si ricava dalle infiorescenze femminili della Canapa Light Sativa ma, grazie alla sua particolare composizione, non viene annoverata tra le sostanze stupefacenti, poiché presenta bassissime concentrazioni di , responsabile della maggior parte delle alterazioni e degli effetti psicotici provocati dall’assunzione di marijuana.

Il tetraidrocannabinolo non deve mai superare una determinata soglia stabilita dalla legge (pari allo 0,6%) per potersi considerare legale la Cannabis Light venduta, mentre invece la presenza nella stessa pianta di elevate dosi di un’altra sostanza, il cannabidiolo, elemento non psicoattivo, sembrerebbe portare diversi effetti benefici alla salute della persona, tra cui il rilassamento generale, la riduzione di ansia e attacchi di panico . Altri benefici derivanti dall’assunzione della Cannabis Light Sativa possono riguardare la riduzione delle infiammazioni e degli stati dolorosi dovuti all’effetto analgesico del cannabidiolo, efficace soprattutto in caso di dolore cronico; effetto energizzante, antiossidante ed antitumorale.

In Italia, pur essendo legale la vendita di Cannabis Light  Sativa e numerosi i rivenditori dei diversi prodotti che la contengono, una decisione presa dal Consiglio Superiore di Sanità in data 21 giugno 2018, ha imposto delle specifiche, nuove, restrizioni  riguardo alla sua commercializzazione. Il Ministero della Salute, visto il crescente interesse  del pubblico, ad un certo momento ha interpellato Il Consiglio che ha subito messo in evidenza come fino al momento attuale non sia stato effettivamente preso in considerazione il rischio che potrebbe derivare dall’assunzione di cannabis leggera, soprattutto in presenza di condizioni particolari, come la gravidanza o specifiche patologie o l’interazione con la contemporanea assunzione di alcuni farmaci. Pertanto si attendono nuovi sviluppi in merito alla regolamentazione legislativa della vendita di Cannabis Light Sativa nel nostro Paese.

Autore: Patrizia Garozzo

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