Riequilibrare il corpo e la mente con il Reiki

Alcuni anni fa, guardando la vetrina di una libreria , notai un libro il cui titolo mi incuriosì molto: parlava del Reiki! Non ricordo il titolo o l’autore del testo, ma fui attratta dal fatto che si trattasse di una pratica orientale, di cui non avevo mai sentito parlare, che prometteva il raggiungimento di uno stato di benessere psico-fisico utilizzando l’Energia vitale presente nell’Universo. Desiderai subito saperne di più e, dopo essermi documentata, scoprii che il Reiki è una disciplina che si prefigge lo scopo di guarire disturbi di qualsiasi tipo, attraverso il trasferimento di Energia dalle mani dell’operatore Reiki all’individuo che si sottopone a questa specie di ‘massaggio’ della sua sfera energetica, ovvero quell’energia che si propaga dalla sua massa corporea. Il Reiki affonda le sue radici in un passato antichissimo, ma la sua pratica fu sviluppata e messa a punto solamente nella seconda metà dell’ottocento, in Giappone, da Mikao Usui, che la utilizzò come una sorta di medicina alternativa, avente lo scopo di riequilibrare l’energia vitale dell’organismo, per curare qualsiasi tipo di disturbo esso accusi. La parola Reiki deriva infatti dalla composizione di ‘rei’, che significa ‘spirituale’ e ‘ki’, che può essere tradotto come ‘energia vitale’. Ciò indica che il Reiki da sempre viene considerato una pratica spirituale, utilizzata come trattamento terapeutico alternativo per la cura di disturbi fisici quanto mentali, emozionali e spirituali, mediante il cosiddetto riequilibrio della sopra menzionata energia vitale (il ki, appunto) e spesso viene integrata ai trattamenti di medicina alternativa o di medicina convenzionale. Dal Giappone questa pratica si diffuse nel mondo occidentale, dove si svilupparono differenti scuole che ancora oggi propongono corsi di formazione per coloro che vogliono imparare a praticare il massaggio reiki. Alcune di queste scuole hanno aggiunto al Reiki concetti derivanti da altre tradizioni, come, ad esempio, quella dei Chakra, tipico della tradizione indiana, per cui non deve sorprendere che fra il reiki praticato in oriente e il reiki praticato in occidente esistano differenze talvolta considerevoli. Secondo la tradizione e la filosofia alla base di questa pratica, alterazioni del flusso di energia vitale porterebbero alla comparsa di disturbi e malattie di diverso tipo, in pratica, le malattie, secondo questa antica pratica orientale, in qualsiasi forma esse si presentino, sono da ricollegare a seri squilibri dell’energia vitale. L’operatore Reiki deve essere in grado, attraverso le proprie mani, che possono anche non essere a contatto con il ricevente, ma semplicemente sfiorare la sfera energetica di quest’ultimo, di trasferire al ricevente l’Energia vitale presente nell’Universo, necessaria per favorire la risoluzione di disturbi e malattie, perciò, l’operatore Reiki rappresenta un “mezzo”, attraverso il quale l’energia passa, scorre e viene convogliata sul ricevente. Il massaggio Reiki può essere effettuato ovunque, tuttavia, deve essere eseguito sempre in un luogo calmo e tranquillo, preferibilmente con luci soffuse e con l’ausilio di incensi e musica idonea a favorire il rilassamento del ricevente il trattamento. Il massaggio Reiki non prevede manipolazioni come avviene in altre forme di massaggio propriamente dette e non richiede la svestizione. La pratica del reiki può apportare benefici a livello fisico, mentale e spirituale, favorendo ad esempio il rilassamento muscolare, l’eliminazione di tossine dall’organismo, la riduzione di dolori acuti o cronici, il buon funzionamento del sistema immunitario, il riequilibrio del ciclo sonno-veglia ed altro ancora. Dopo averne scoperto l’esistenza ho chiesto più volte a mia nipote, operatore di 1° livello di Reiki, di praticarmi una seduta per attenuare i miei fastidiosi dolori alla colonna cervicale. ma poiché il tempo a disposizione è sempre stato limitato, abitando in Regioni diverse e vedendoci solo poche volte l’anno, non era mai stato possibile soddisfare questa mia esigenza e curiosità sui possibili effetti benefici del Reiki. Almeno fino al febbraio 2011, quando essendo stata colpita da una malattia autoimmune, che mi ha costretta ad una lunga riabilitazione, ho iniziato a soffrire di una forte tachicardia, effetto secondario della malattia. La mia frequenza cardiaca era molto alta e mi provocava spossatezza ed un diffuso dolore al petto. Ne parlai con una cara amica, nonché mia estetista, la quale mi riferì di essere da poco diventata un operatore Reiki, per cui decidemmo di fare una seduta nel suo studio. Mi sottoposi solamente a due sedute, ma già dopo alcuni giorni mi sentivo meglio, più energica e pian piano anche la frequenza cardiaca è rientrata entro valori nella media. La mia esperienza mi suggerisce però che, l’essere in sintonia ottimale con il trasmittente (l’operatore), come nel mio caso, è fondamentale per la buona riuscita del trattamento, con questo voglio dire che il risultato di questo tipo di terapia a mio avviso può variare da soggetto a soggetto, a seconda della persona che pratica il Reiki (trasmittente) e tenendo conto del rapporto di fiducia e dell’empatia tra quest’ultimo ed il ricevente.

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